Elea
La città di Parmenide
Nel VI libro della sua opera Strabone afferma che dopo la caduta di Focea (città greca dell'Asia Minore) in mano ai Persiani, gli uomini validi di quella città, imbarcati tutti i familiari, navigarono verso Occidente, alla ricerca di una nuova patria.
Una colonia focea, Marsiglia, era già fiorente da qualche secolo presso la foce del Rodano; ed a Marsiglia si diresse una parte dei Focei sfuggendo al giogo persiano; ma un'altra parte preferì stabilirsi ad Alalia (in Corsica), dove esisteva già una loro colonia. Sennonchè la presenza di questi intraprendenti marinai e commercianti in quel punto strategico del Mediterraneo costituiva certamente una seria minaccia per il commercio marittimo dei Cartaginesi e degli Etruschi che finirono con l'allearsi ed attaccare in forza congiunta ( 120 navi ) la flotta focea davanti alla stessa Alalia: i Focei ebbero la meglio, grazie alla maggiore agilità e manovrabilità delle loro navi ma la vittoria fu pagata a caro prezzo poichè solo 20 delle 60 navi greche rientrarono alla base.
Troppo pericoloso sarebbe stato rimanere ancora ad Alalia quindi i Focei abbandonarono questa città e ricominciarono il loro peregrinare nel Mediterraneo.
Dopo una sosta a Reggio, ripartirono e risalendo lungo la costa verso settentrione, approdarono presso un promontorio dell'Enotria (paese dei vigneti: è questo l'antico nome greco della parte meridionale dell'Italia) ove fondarono la città oggi forse più famosa col nome latino di Velia che quello greco di Elea.
Il nome greco Elea (originariamente Hyele e Ele, che secondo Strabone deriverebbe da una vicina sorgente così chiamata) e quello latino Velia hanno una radice comune, e non dovevano essere troppo diversi dal nome del villaggio enotrio anteriore alla colonizzazione greca.
Elea venne a trovarsi, grazie alla felice posizione geografica, al centro dei traffici, intensi e fruttuosi, che si svolgevano fra i greci di Reggio e l'Etruria; essa possedeva peraltro, con i suoi due porti, una invidiabile posizione marittima, che ne faceva uno dei rari punti d'approdo sulle coste della Calabria e della Lucania antiche; i Focei di Velia, integrandosi nel complesso delle città greche d'Italia, poterono, in stretta collaborazione con i reggini, riprendere l'attività commerciale marittima in tutto il Tirreno: siffatta stretta collaborazione, e tale intensità di traffici sono documentate anche dal ritrovamento in territorio etrusco di monete di Velia e di vasi fabbricati a Reggio.
I due più illustri cittadini di Elea, i filosofi Parmenide e Zenone, sono ben noti ed annoverati tra i più profondi, sottili e sconcertanti pensatori dell'antichità.
Benchè per secoli menzionata quale loro patria e sede di un'illustre Scuola Filosofica, si perse il ricordo preciso della ubicazione di Elea che fu identificata soltanto agli inizi del secolo scorso.
Gli scavi sistematici, condotti con impegno crescente in questi ultimi anni, hanno consentito, tra l'altro, di comprendere, nelle linee fondamentali, la struttura urbanistica della colonia.

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