Nel territorio cilentano si sono succedute nel corso dei secoli presenze importanti e insediamenti di varia origine che hanno dato vita ad un interessante e variegato panorama di siti molto interessanti dal punto di vista storico ed archeologico.
Agli inizi furono le colonie greche di Elea e Paestum ma non meno preziosi furono i siti lucani dell'interno del Cilento come Monte Pruno di Roscigno, Roccagloriosa ma anche insediamenti nella zona di Corleto Monforte, Laurino, Moio della Civitella...
Molto sentite le influenze dovute all'arrivo, intorno all'anno Mille, dei monaci basiliani che si rifugiarono nell'entroterra lucano e calabrese per sfuggire alle persecuzioni iconoclastiche in atto nella regione balcanica.
Numerose opere possono testimoniare quanto importante fu la presenza di questi eremiti nel territorio cilentano. Attorno ai loro luoghi di culto, non di rado grotte naturali che venivano adattati a templi seppur modesti, sorsero comunità di contadini e di gente semplice che gradualmente diedero vita ad agglomerati urbani sempre più organizzati e vitali coniugando la vita dura dei campi con il misticismo a loro trasmesso da questi barbuti eremiti.
Ma i reperti più celebrati del territorio cilentano sono quelli derivanti dagli insediamenti greci delle due colonie più conosciute: Elea e Paestum.
Elea annovera tra i suoi cittadini filosofi di fama internazionale quali Parmenide e Zenone, qui fu fondata una Scuola Medica e, nelle epoche più recenti, qui riposarono le spoglie mortali dell'Apostolo Matteo la cui salma fu, successivamente, translata in Salerno.
Paestum non fu da meno e ancor oggi si può intuire la grandezza di questa città ammirandone i maestosi templi mirabilmente conservati.




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