Itinerari
   

Gruppo Escursionistico Terra Madre (vedi scheda)

 
"MOnaci e munacieddi"

Tempo di percorrenza: h. 4,00 - Difficoltà: medio-bassa - Dislivello: 200 metri
Nello splendido scenario del Monte Pittari, un viaggio alla scoperta dei luoghi e delle storie seguendo le orme del monachesimo orientale. A partire dal VI secolo d.C. centinaia di monaci si insediarono nel territorio cilentano, trasformando in modo decisivo l'organizzazione sociale e la spiritualità delle popolazioni locali. Un intreccio profondo tra mondo magico e religioso, tra sacro e profano, tra chi per primo portò la croce di Cristo in queste terre e chi la fece propria modellandola con i propri costumi. Il percorso è un'ascesa "rituale" che sulle tracce della storia e delle tante leggende popolari, condurrà il visitatore nell'affascinante mondo mistico delle grotte e del fiume sotterraneo...
Il Monte Pittari (689 m.) è un altipiano calcareo posto lungo il medio corso del Bussento caratterizzato da pietre e pareti rocciose che si intervallano a boschi di lecci, carpini e lentisco. E' un vero territorio di confine tra i monti del Cilento (Bulgheria, Gelbison; Centaurino, Cervati) è l'appennino calabro-lucano, nonché una terrazza che si affaccia sul Golfo di Policastro.
Abitato dall'uomo fin dall'epoca arcaica come testimoniano diversi nuraghi in miniatura posti sul pianoro superiore del monte (si seppellivano i defunti in posizione rannicchiata), nel periodo lucano divenne un centro di controllo per i sentieri che scendevano verso Policastro e Sapri, per poi diventare con l'arrivo dei monaci orientali e successivamente con la costruzione dell'abbazia benedettina di Sant'Angelo in Pittari il luogo di culto principale per le popolazioni locali.
"Monaci e munacieddi" è un'escursione a 360° intorno al Monte Pittari. Si parte da Caselle in Pittari (versante nord) seguendo il sentiero che dal paese conduce al monastero di San Michele Arcangelo (versante ovest), per poi aggirare il monte (verso est) fino a ritornare sul punto di partenza.
Il percorso sarà sviluppato in compagnia del più antico mezzo di trasporto utilizzato dall'uomo: l'asino, con il quale il visitatore seguirà i sentieri che un tempo, viandanti e contadini, percorrevano con asini carichi di merci. L'asino trasporterà i viveri che saranno consumati per il pranzo che si svolgerà nei pressi del monastero di San Michele Arcangelo.
L'accompagnamento con l'asino è realizzato dal gruppo escursionistico Terra Madre di Caselle in Pittari che, oltre a servire da guida, vi darà la possibilità di poter pranzare nei luoghi della storia.
I prodotti tipici (salumi, formaggi, verdure, frutta, vino) saranno l'elemento aggiunto che proietteranno il visitatore nella dimensione tipica della vita quotidiana di pastori e contadini.
Le pendici calcaree dei Monti Rotondo e Pittari, rappresentano la porta settentrionale d'ingresso alle incantevoli bellezze naturali della Valle del Bussento. Seguendo il percorso del fiume, si assiste ad uno spettacolo naturale dal fascino irresistibile. Giunto alla base di una parete rocciosa alta circa 150 metri, della la Rupe, il Bussento si ingrotta lasciando perdere le sue tracce, per risorgere, dopo circa 6 chilometri, nella Forra di Morigerati. Da sempre questo luogo ha suggestionato le popolazioni locali. Si racconta che nelle notti buie e tempestose, in sembianze di trave di fuoco, vi si andava a nascondere il diavolo, oppure che nella grotta vi fossero centinaia di "munacieddi" legati tra loro con delle catene e intenti a custodire un tesoro. Che fosse il tesoro di Alarico morto in queste terre mentre stava cercando di raggiungere l'Africa? La leggenda narra di un fiume che scompare chiamato "Bussento"...
Monaci "Vestiti solo di una pelle di capra, stretta ai fianchi da una corda, con i lunghi capelli fluenti sulle gote coperte dalla barba incolta, incutevano profondo rispetto; sceglievano come sistema di vita la solidarietà fondata sulla gestione collettiva dei beni e, ripudiando ogni stimolo alla violenza, non portavano armi."
Munacieddi "Un'anima ignota, in un corpo bizzarramente piccolo, in un abito stranamente simbolico; un'anima umana dolente e rabbiosa; un bimbo che gli uomini hanno torturato ed ucciso come un uomo; un folletto che tormenta gli uomini come un bambino capriccioso e li accarezza e li consola, come un bambino ingenuo ed innocente."

 
"itinerario rupe e inghiottitoi minori"
Tempo di percorrenza: h. 4,00 - Difficoltà: medio-bassa - Dislivello: 150 metri
Trenta milioni di anni fa, l'acqua salata migrò verso occidente e lasciò in queste terre le segnature verdi delle sue coste. Le acque dolci del Bussento offrono oggi, a tutti noi, uno scenario naturale d'incomparabile bellezza. Così tra rocce e calanchi, nell'aria umida delle sue rive, il leccio sempreverde, signore e principe della macchia mediterranea, difende la sua splendida corte e ci presenta: 23 specie di alberi, 49 arbusti e suffrutici, 231 di erbe e ben 27 di orchidee selvatiche. Ospita inoltre una ricca fauna, tra cui il gambero di fiume, il tritone, il martin pescatore, il merlo acquaiolo e la timida lontra. Il fiume Bussento nasce dal Monte Cervati la più alta vetta della Campania e termina la sua corsa nel Golfo di Policastro dopo 37 Km, 6 dei quali nei meandri sotteranei della terra.
Il vasto territorio di Caselle in Pittari, che si estende tra i rilievi arenaici del Monte Centaurino e le pendici calcaree dei monti Rotondo e Pittari, rappresenta la porta settentrionale d'ingresso alle incantevoli bellezze naturali della valle del Bussento. Seguendo il percorso del Bussento, si assiste ad uno spettacolo naturale dal fascino irresistibile. Giunto alla base di una parete rocciosa alta circa 150 metri, della la Rupe, il fiume entrava, attraverso un imponente portale naturale largo 10 metri e alto 25, in una cavità di notevole ampiezza, che cala gradatamente per aprirsi, successivamente, alla cosiddetta sala del Gambero. Dopo una serie di dislivelli e laghetti la volta si abbassa su un invaso terminale, in cui il Bussento si inabissa lasciando perdere le sue tracce, per risorgere, dopo circa 6 chilometri, nella Forra di Morigerati.
L'intera zona alle pendici del Monte Cozzetta è sede di fenomeni carsici di grande interesse. A breve distanza dalla rupe, infatti, anche il Rio della Baccùta compie un percorso ipogeo, tra l'inghiottitoio Caravo, dove sprofonda in una cavità verticale di circa 150 metri dopo una serie di salti e la grotta di Orsivacca, annunciata da un ampio salone largo oltre 50 metri.
Questi due inghiottitoi sono facilmente percorribili a piedi attraverso i rispettivi sentieri che immergono il visitatore in uno scenario naturale caratterizzato dalla presenza di Carpini e Lecci, per poi condurlo, dopo alcuni minuti di cammino, allo spettacolo naturale che il costante scorrere dell'acqua nel corso di milioni di anni ha generato.
 
"itinerario risorgiva morigerati oasi wwf"
Tempo di percorrenza: h. 3,00 - Difficoltà: medio-bassa - Dislivello: 100 metri
A poca distanza dall'abitato di Morigerati, seguendo il sentiero lastricato in pietra calcarea che scende a valle tra tornanti immersi in una vegetazione lussureggiante, si arriva all'Oasi WWF, presso un antico mulino ristrutturato. Di qui si giunge alla grotta del Bussento dove il fiume, dopo aver percorso circa 6 chilometri dal suo inabissamento nella Rupe di Caselle in Pittari, riemerge per offrire uno psettacolo di grande suggestione. Giunti all'ingresso della grotta, si scende attraverso una stretta scaletta in pietra fino ad un ponte in legno che sovrasta il profondo canyon scavato dalle acque del Bussento.
 






 


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