Itinerari
   
Novi Velia - Felitto (un itinerario di 3 giorni nel cuore del Cilento)
( Roscigno vecchia - Felitto )


Durata dell’itinerario: 3 giorni
Consigliati abbigliamento comodo, cappello nelle giornate assolate, scarpe da trekking, macchina fotografica, binocolo.
   

Partenza
Partenza da Laurino verso nord, si passa l'abitato di Piaggine, alle falde del Monte Cervati (la vetta più alta del Cilento) e si punta verso Roscigno. Il paese di Roscigno, ubicato su un piccolo colle (570 m. s.l.m.) che domina la valle del Ripiti e del Sammaro, e' noto soprattutto per il vecchio nucleo urbano, abbandonato nei primi decenni di questo secolo per un incombente pericolo di frana e rimasto cristallizzato nel tempo, modello eccezionale di borgo agricolo formatosi attorno alla piazza ed alla chiesa settecentesca e perfettamente conservato nel suo impianto e nelle sue strutture; di recente e' stato compreso nel patrimonio storico dell'UNESCO. L’intero centro, che fortunatamente ha conservato il suo tessuto edilizio ed il suo arredo urbano, rappresenta oggi un considerevole monumento di quella civiltà contadina tipica del mezzogiorno. Nella piazza, epicentro socio-economico del paese, si coglie l’essenza di Roscigno. La fontana di pietra grezza, l’abbeveratoio, le macine, gli attrezzi da lavoro, tutto in questo luogo esprime l’essenzialità di un’arte e di un vivere povero che, al di là del tempo, è riuscita a recuperare usi e costumi altrimenti andati persi. Roscigno Vecchia è ormai una sorta di museo all’aperto, che conserva ancora le vecchie case, i portali in legno delle botteghe, le antiche insegne, le strade e le viuzze in ciottoli di pietra calcarea. Affascinante e suggestiva è la grande piazza Giovanni Nicotera, dominata dalla settecentesca Chiesa di San Nicola. Numerosi attrezzi agricoli sono esposti nel Museo della Civiltà Contadina, allestito in sei locali del vecchio abitato. La raccolta, iniziata nel 1983, è composta da circa 250 pezzi. Da abitazioni moderne è costituito invece il nucleo di Roscigno Nuova, il cui edificio più significativo è costituito dalla Parrocchiale di San Nicola.
Sosta pranzo
Alle ore 13 ci si incammina verso Felitto per il pranzo presso la Trattoria - Pizzeria Remolino presso l'Oasi del WWF a pochi passi dal Calore in un ambiente accogliente e la cura minuziosa nella preparazione dei tradizionali piatti della cucina tipica locale. Le specialità: fusilli felittesi, cavatielli e ravioli con ricotta, secondi piatti a base di pollo, coniglio, capretto e agnello, rigorosamente paesani.
Pomeriggio
Il piccolo borgo di Felitto sorse probabilmente in epoca successiva all’anno 1000. Circa la sua origine, c’è chi ipotizza essere dovuta a coloro che, fuggendo dalle coste rese insicure dalle scorrerie saracene, si inoltrarono verso l’interno, alla ricerca di luoghi più riparati e protetti ove vivere. Il sito su cui nacque il piccolo borgo fu certo scelto per le sue caratteristiche orografiche, che ben rispondevano alla primaria necessità di difesa. Un’alta rupe a strapiombo verso il fiume Calore rappresentava, se non un ostacolo insormontabile, certamente un valido deterrente. La cinta muraria prevedeva, ad intervalli regolari, la presenza di torri di guardia cilindriche, merlate e dotate di spioncini e feritoie per rendere più agevole la vigilanza e la difesa. Di tali torri, alcune sono state distrutte, altre menomate, dal tempo e dagli uomini; altre, però, sopravvivono in discrete condizioni e rimangono ancora a testimonianza dell’antico aspetto del paese. Poche via dritte attraversano per lungo il paese, mentre una sequela di vicoli più o meno tortuosi le intreccia. E tutt’intorno, case addossate che sembrano scaricarsi l’un l’altro il peso degli anni, mura nobili e plebee accomunate da un identico destino. Questo è il cuore antico di Felitto, socchiudendo gli occhi verso un tempo svanito, possiamo ancora intuire sulle bianche pietre risuonare pesanti scarponi ed il cadenzato incedere di zoccoli ferrati. Nella parte più vecchia del paese, una sequela di archi squarcia il serpente di case ed erti vicoli si insinuano attraverso, componendo ambienti che ancor oggi, percorrendoli, incutono timore: sono gli angoli più suggestivi…

Con la visita a Felitto termina la nostra tre giorni passata nel cuore del Cilento, visitando angoli che raccontanto l'essenza della cultura di questa terra.






 


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