Novi Velia - Felitto (un itinerario di 3 giorni nel cuore del Cilento)
( Novi Velia - Gioi Cilento )
Durata dell’itinerario: 3 giorni
Consigliati abbigliamento comodo, cappello nelle giornate assolate, scarpe da trekking, macchina fotografica, binocolo.
Partenza
L’itinerario che intendiamo proporre passa attraverso sei paesini che hanno delle particolarità in comune e si compie in tre giorni partendo da Novi Velia, un paesino alle falde del Monte Sacro, propaggine importantissima anche perché sulla cima di questa montagna troviamo un santuario dedicato alla Madonna di Novi Velia e meta di devoti pellegrini soprattutto in occasione della ricorrenza del 15 di agosto.
Le origini di Novi Velia risalgono all’incirca all’anno mille e questo paesino conserva intatte le caratteristiche di un vero e proprio borgo medioevale e ancora oggi vi si possono ammirare i resti di mura di cinta maestose e porte mirabilmente conservate come la porta S.Nicola. I monumenti da visitare sono soprattutto la Chiesa di S. Maria dei Lombardi e il Convento di San Giorgio, recentemente ristrutturato e riconsegnato all’antico splendore.La seconda tappa in Novi Velia è presso il Monastero di San Giorgio sorto nel XIV secolo sui resti dell’ex Castello baronale e recentemente restaurato. Nelle sale di questo mirabile monumento di importanza storica si potrà degustare il prodotto principe della tradizione contadina di questa terra: la mozzarella nella “mortella”. La mozzarella, anticamente, veniva prodotta direttamente dai pastori che, per portarla a valle conservandone inalterate le proprietà organolettiche, la avvolgevano di fragranti fronde di mirto dando così al prodotto un particolare e gradevole aroma che ancora oggi la caratterizza e la identifica. Essa rappresenta non solo una tradizione che si tramanda da padre in figlio, ma anche il frutto di un lavoro che i pastori sono chiamati a svolgere nell’intero arco dell’anno solare; in cui la scelta dei pascoli e la guida del bestiame tra le colline del Cilento costituisce il segreto di un prodotto che ancora oggi resta prelibato e ricercato. L’unicità di questo prodotto è data non solo dai pascoli che ancora sono fiorenti e incontaminati, ma anche dal mistico profumo dalla mortedda (Mirto) in cui viene avvolta la mozzarella.
Sosta pranzo
Terminata la visita al borgo di Novi ci avviamo verso il ristorante “Casino di Don Titino” a Moio della Civitella a circa 5 km da Novi Velia.
Il ristorante è gestito da una cooperativa di giovani che hanno ristrutturato un antico casale nobiliare adattandolo agli usi a cui è oggi destinato. L’atmosfera che si respira in questa struttura cattura l’ospite che si trova a vivere un’esperienza ineguagliabile.
Pomeriggio
Rieccoci di nuovo “on the road” e si parte alla volta di Gioi, fiera e ridente località arroccata su un poggio quasi a sorvegliare la vallata sottostante. Le antiche origini di Gioi sono testimoniate dalla presenza di alcuni resti delle mura e torri che difendevano l’abitato. In Gioi visiteremo la Chiesa Madre in stile barocco. All’interno, di fronte all’altare, in alto, c’è un organo a canne perfettamente conservato, affascinante nella sua maestà e solennità. Questo paesino è un susseguirsi di vicoli e vicoletti che attraversano l’abitato dalla parte bassa (ove troviamo il Convento) sino alla parte alta e precisamente nella zona denominata “Il Castello” in questa parte del paese, infatti, ci sono le rovine di un antica e maestosa costruzione. Una visita tra questi vicoli è l’occasione per ammirare una serie di antichi portali il più delle volte sormontati da stemmi gentilizi che rivelano le origini nobili di questo antichissimo e meraviglioso borgo.
L’altra particolarità di Gioi è il convento. Il Convento di San Francesco fu inaugurato il 12 ottobre del 1466. Originariamente accolse 41 frati minori. Il 25 maggio 1811 fu soppresso non possedendo il numero legale di 12 frati. Le proteste della popolazione portarono alla riapertura dello stesso il 12 gennaio del 1817. Fu chiuso definitivamente il 7 luglio del 1866. Solo la chiesa rimase aperta al culto.
La città era circondata fin dal periodo medioevale da massicce mura: le porte (l’ingresso al paese era consentito da sette porte) più importanti erano quelle denominate, di cui solo una ancora esistente, Portanova, (oggi ancora visibile col nome di Porta dei Leoni) e Porta Janni, mentre altre due porte, collocate a San Francesco, collegavano il centro con il borgo distrutto del Ribellino; altre due porte si aprivano in prossimità dell’attuale Castello (XIII sec.) i cui ruderi sono collocati nella parte alta del centro. Portanova ha alla base due leoni sdraiati ed un leoncino sui quali s’innalzano due alti pilastri scanalati di pietra compatta, originariamente sormontati da un architrave. I ruderi presenti ci fanno credere che Portanova sia stata maestosa, ben lavorata, magnifica.
All’interno del convento si organizzerà la degustazione di una prelibatezza conosciuta al di fuori dei confini di questo territorio: la soppressata di Gioi. E’ un salume particolare preparato con le parti nobili del maiale (il prosciutto) e con la particolarità di un “lardello” esattamente al centro della soppressata, questo per evitare che il salume si “secchi” troppo.
Pernottamento
La sistemazione in strutture tipo bed and breakfast (50 posti letto circa) chiuderanno questa prima giornata
( vai alla seconda giornata... )
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