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Le Gole del Calore - Grava di Vesalo - Laurino
Durata dell’itinerario: 7 h circa
Consigliati abbigliamento comodo, cappello nelle giornate assolate, scarpe da trekking, macchina fotografica, binocolo.Partenza
Arrivo a Felitto alle ore 9.30 circa. Ci si reca all’area WWF dell’Oasi di Remolino dove ci attende una passeggiata attraverso un sentiero che costeggia il fiume Calore tra gole fluviali strette e profonde formate dal fiume Calore salernitano, lungo il suo corso da Felitto a Magliano Vetere. E’ un ambiente assolutamente selvaggio di tale esclusività che l’Unione Europea lo ha classificato come Sito d’Interesse Comunitario.
In effetti, le Gole conservano aspetti naturalistici interessanti da vari punti di vista: geologico, botanico e faunistico. La flora è rappresentata da una incredibile varietà di felci, associate ad equiseti che costituiscono associazioni vegetazionali uniche.
Il corso d’acqua è dominato dall’alto da boschetti con ornello, frassino, viburno, alloro, ontano, maggiociondolo, alternati alla macchia mediterranea formata da mirto, alterno, lentisco, corbezzolo, ginestra, erica arborea.
Moltissimi gli uccelli che qui trovano il loro naturale habitat. Innanzitutto i rapaci, come astore, poiana e gheppio; presenti anche picchio verde, ghiandaia, merlo acquaiolo, martin pescatore, passero solitario.
E’ questo, quindi, il luogo ideale per il birdwatching. Lungo tutto il percorso, armati di binocolo e cannocchiali, gli amanti del birdwatching potranno ammirare lo splendido spettacolo della natura e, in particolare, degli uccelli.
Tra i mammiferi, la specie più esclusiva e più straordinaria da ammirare è la lontra.
Sosta pranzo
Alle ore 13 ritorno all’Oasi per il pranzo presso la Trattoria - Pizzeria Remolino a pochi passi dal Calore in un ambiente accogliente e la cura minuziosa nella preparazione dei tradizionali piatti della cucina tipica locale. Le specialità: fusilli felittesi, cavatielli e ravioli con ricotta, secondi piatti a base di pollo, coniglio, capretto e agnello, rigorosamente paesani.
Pomeriggio
Dopo pranzo si riparte alla volta di Laurino che dista circa 12 km da Felitto. Prima di arrivare in paese si passa a visitare uno dei fenomeni carsici più conosciuti dell’Alta Val Calore: la Grava di Vesalo che rappresenta il più grande inghiottitoio nel complesso appenninico Alburni-Cervati.
Un inghiottitoio è una cavità, generalmente a forma di imbuto, che si forma a causa del processo di scioglimento delle rocce carbonatiche (come i calcari, le dolomie, i marmi) rese solubili da una reazione tra acido carbonico (anidride carbonica in soluzione acquosa) e il carbonato di calcio di cui le rocce sono composte.
L’erosione può assumere forme diverse: superficiale, come avviene per i campi solcati o nelle doline, o più profonda e sotterranea, come nel caso degli inghiottitoi.
L’ampia voragine, costituita da un doppio pozzo di 43 e 100 metri al cui fondo si apre una caverna a galleria, nella quale si riversano le acque del torrente Silenzio in piena, è costituita da un susseguirsi di pozzi, cascate e laghetti, definiti cavernose Blanc, Lago Laurino, Galleria delle marmitte, Galleria Luberns, Sala La Bruna, Sala del camino, Antro degli Opilionidi, Discesa Durante.
La notevole umidità e la particolarità del suolo hanno consentito lo svilupparsi di particolari forme di flora e fauna.
La maggior parte di queste caverne sono visitabili solo dagli speleologi.
Dopo aver ammirato questo stupefacente spettacolo della natura si riprende il cammino verso il centro abitato di Laurino ricchissimo di testimonianze storiche in quanto Laurino fu nel passato un centro strategico di notevolissima importanza nonché dimora signorile. A Laurino sarà possibile visitare il Palazzo Ducale che sovrasta l’abitato con la sua imponenza e visibile da quasi tutto il territorio che costituiva lo “Stato” di Laurino.
Scendendo verso il centro storico ci si incammina per via Collegiata, una stradina stretta fiancheggiata da un caratteristico arco ed eleganti portali settecenteschi e improvvisamente ci si trova al cospetto di un ampia scalinata che conduce al sagrato di S.Maria Maggiore che risale, presumibilmente, al IX, X secolo. La chiesa sarebbe sorta, secondo gli studiosi, su un precedente edificio dedicato alla Vergine Odighitria (protettrice delle guide e perciò del cammino). In questa chiesa è possibile ammirare un imponente coro ligneo, capolavoro della prima metà del sec. XVII.
Si abbandona il centro storico di Laurino, quindi, e si arriva, seguendo la strada principale a circa un chilometro a settentrione del paese, al Convento Francescano di S.Antonio sorto sulle rovine di un nosocomio edificato fuori città per il ricovero e cura degli appestati. Alla sua ricostruzione, impreziosita da vastissimi affreschi del chiostro e del refettorio, contribuirono le Università di Laurino e dei casali: Piaggine superiore, Piaggine inferiore e Fogna. Oggi è sede, tra l’altro di una associazione giovanile che si occupa di turismo e promozione culturale. Nel mese di agosto, appuntamento oramai irrinunciabile, ospita “Jazz in Laurino” manifestazione musicale frequentata ed animata da artisti di fama internazionale.
Con quest’ultima tappa abbiamo completato il nostro itinerario all’interno della Val Calore e si fa ritorno a casa..
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