Mozzarella nella mortella
Nel cuore del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano ai piedi del Monte Gelbison immersa tra la storia e la cultura di Novi Velia nasce uno dei prodotti più rinomati dell’intero territorio cilentano: la mozzarella nella mortella.
Narrare la storia della mozzarella risulta un’impresa non solo ardua ma per certi versi difficile; poiché la mozzarella non rappresenta solo un prodotto tipico, ma essa per la sua unicità e specificità è l’emblema di una civiltà e di una cultura contadina che si è sviluppata negli anni.
La mozzarella rappresenta non solo una tradizione che si tramanda da padre in figlio, ma anche il frutto di un lavoro che i pastori sono chiamati a svolgere nell’intero arco dell’anno solare; in cui la scelta dei pascoli e la guida del bestiame tra le colline del Cilento costituisce il segreto di un prodotto che ancora oggi resta prelibato e ricercato.
L’unicità di questo prodotto è data non solo dai pascoli che ancora sono fiorenti e incontaminati, ma anche dal mistico profumo dalla mortedda (Mirto) in cui viene avvolta la mozzarella.
Un ruolo importante per l’affermazione e la promozione della mozzarella è svolto dalla Locale Pro Loco che da circa venti anni organizza nelle calde serate d’estate la rinomata “Sagra della mozzarella re mortedde ”.
Ingredienti: latte di vacca, caglio di capretto, mirto.
Preparazione: la rara mozzarella nella mortella si produce essenzialmente attraverso l’acidificazione del latte. Il siero viene lasciato acidificare a temperatura ambiente; poi si aggiunge il caglio e si aspetta la coagulazione del composto. Il casaro, poi, rompe la cagliata fino ad ottenere dei granuli della grandezza di una noce. Durante la fase della maturazione i granuli vengono lasciati sotto siero per diverse ore. Poi il prodotto viene tagliato e messo a spurgare. La filatura è un procedimento delicato, poiché le fette vengono poste in un recipiente di legno e fatte fondere attraverso l’aggiunta di acqua bollente. Il casaro dà forme diverse al prodotto. La conservazione consiste nell’immergere la mozzarella in un liquido di governo, fatto di acqua di filatura, sale e siero.





 
 


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