La tradizione gastronomica, intimamente legata alle caratteristiche ambientali e quindi ai prodotti locali, nel Cilento è molto varia. Si spazia dai salumi di qualità (la soppressata di Gioi è presidio Slow Food) alla produzione di formaggi tipici sia caprini (il cacioricotta, anch'esso presidio Slow Food) che ovini (il rinomato caciocavallo podolico) seguendo i dettami della tradizione nonostante l'uso di moderne tecnologie. Resistono consuetudini arcaiche che danno origine a prodotti di nicchia come la "mozzarella nella mortella" e il pane fatto in casa dalle massaie che custodiscono il segreto della lunga e faticosa manipolazione di farine integrali e la lievitazione ottenuta usando il "levàto" come si faceva una volta.
Ma il Cilento non è solo nostalgica rievocazione di riti del passato, una nuova generazione di piccoli imprenditori si sta affermando e rafforzando dando vita a un fermento benaugurante e ad una dinamicità sconosciuta sino a pochi anni fa.
Un esempio è dato dall'affacciarsi sul mercato di aziende vitivinicole di grande qualità che sfruttano i vitigni autoctoni in maniera mirabile ed estremamente professionale immettendo in commercio prodotti di ottima qualità che, non di rado, travalicando i confini geografici di questa regione per affermarsi in ambiti e aree tradizionalmente chiuse.
Un altro prodotto che sta vivendo una fase di valorizzazione e di particolare dinamicità è l'olio di oliva. Tradizionalmente prodotto destinato al consumo locale ha risentito dell'obsolescenza delle tecniche di coltivazione e, soprattutto, di raccolta sino a pochi anni fa ma negli ultimi tempi, anche qui grazie ad una nuova generazione di accorti imprenditori, si è avuta un'improvvisa impennata dell'offerta qualitativa raggiungendo standard sconosciuti in questa regione. Le varietà più diffuse sono la "pisciottana", la "rotondella", la "leccino", la "salella" tutte in grado di fornire un prodotto di grande pregio. Sempre più si va diffondendo la raccolta direttamente dalla pianta a differenza del passato, quando si aspettava la caduta delle drupe e la raccolta avveniva, conseguentemente, a terra.
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