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La Certosa di San Lorenzo fu fondata nel 1306
da Tommaso Sanseverino, conte di Marsico e padrone
del Vallo di Diano. Sorge ai piedi di Padula,
ridente centro del vasto comprensorio dell'entroterra
salernitano, a sud del capoluogo, e si estende
sull'area originariamente in parte occupata da
una dipendenza monastica benedettina.
Il 27 aprile del medesimo anno il re di Napoli,
Carlo II lo Zoppo, conferma l'atto di donazione
ed il conte di Sanseverino può procedere
alla ristrutturazione del vecchi edificio benedettino
il quale costituisce il primo nucleo di quello
che, nel corso di più secoli, sarebbe diventato
un immenso complesso architettonico, il più
vasto di tutto il mezzogiorno d'Italia.
Non si sa perchè Tommaso Sanseverino abbia
voluto fondare nel suo territorio il complesso
monastico e donarlo ai certosini. Certamente non
sarà stato solo per motivi religiosi.I
certosini sono un ordine monastico francese la
cui casa gentilizia è a Grenoble. Fondatore,
nel 1084, è San Brunone. A Napoli, all'epoca
della fondazione della Certosa di Padula, regnano
gli Angioini, dei quali il conte Sanseverino è
un fedelissimo. Si sa della particolare attenzione
degli Angioini per i padri certosini, un particolare
che, di certo, non sfugge a Tommaso Sanseverino,
che aspira a rafforzare il suo potere nel Vallo
di Diano.
Oggi, della originaria costruzione, restano l'impianto
iconografico di insieme, le volte della chiesa,
elementi architettonici vari, sparsi qua e là
nel complesso, alcuni capitelli e colonne. Naturalmente
la Certosa, date le sue dimensioni, è rimasta
a lungo un cantiere di lavoro ed è presumibile
che, proprio per la rilevante durata dei lavori,
ci siano stati cambiamenti ora soltanto di natura
estetica, altre di carattere sostanziale.
Fra le ultime realizzazioni meritano di essere
segnalate la costruzione della passeggiata coperta
e quella dello scalone.
Lo
scalone , in particolare, merita un'attenzione
particolare: maestoso nella concezione e nell'esecuzione
architettonica, si sviluppa a doppia rampa ellittica
offrendo al visitatore un effetto scenografico
di grande suggestione. Copre il corpo di fabbrica
una cupola di forma ellittica. Lo scalone, di
giorno, è illuminato da sette grandi aperture
attraverso le quali si intravede l'abitato di
Padula. Le matrici iconografiche dello scalone
ricordano le scale napoletane di Ferdinando Sanfelice
anche se lo scalone di Padula appare agganciato
pure a modelli vanvitelliani. Fu realizzato nella
metà del XVIII secolo su progetto dell'architetto
Gaetano Barba, emulo del Vanvitelli.
La Certosa di San Lorenzo è, in ultima
analisi, uno dei complessi monastici più
grandi del mondo, il più importante d'Italia
e, forse, d'Europa per ricchezza architettonica
e maestosità degli spazi.
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