Sanza

Il paese è posto nel limite sud occidentale del territorio vallese, quasi all'imbocco della valle del fiume Bussento, in posizione predominante.
Con molta probabilità nel territorio dell'attuale paese sorgeva un insediamento di genti che qui si erano stanziate in un periodo precedente a quello dei Lucani, i Sontini.
L'abitato di Sontia, infatti, viene citato da Plinio nel suo Naturalis Historia, come centro appartenente alla confederazione lucana delle dodici città.
La posizione di predominio in epoca lucana viene meno con l'avvento della dominazione romana e, soltanto in epoca altomedioevale, il centro ha ripreso a consolidarsi intorno ad un'importante Grangia basiliana.
Nel corso del XIII secolo, il paese è ben collegato a Padula per mezzo di un'agevole strada e nel 1294 entra a far parte dei beni donati da Carlo II d'Angiò a Tommaso Sanseverino.
Poso dopo le vicende feudali si legavano per filo diretto, attraverso i Sanseverino, alla Certosa di Padula che richiedeva la decima ad una popolazione già in gravi difficoltà.
Le dominazioni successive ai Sanseverino sono numerose ma è con i principi di Bisignano (ramo cadetto dei Sanseverino) che Sanza ha consolidato il suo insediamento.
Le vicende dei secoli successivi vedono due eventi importanti nella storia del paese: gli scontri a seguito della rivoluzione repubblicana del 1799 e l'uccisione di Carlo Pisacane e dei suoi trecento valorosi soldati.
Il nucleo edilizio del paese si stringe intorno alla chiesa madre che occupa il punto più alto del paese e segue l'originale conformazione di una goccia, con il nucleo centrale occupato dalla chiesa e dal palazzo baronale.






 
 


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