Le
origini del casale sono tuttora incerte. Le vicende
del primo insediamento sono legate con molta probabilità
alle venuta in queste contrade dei monaci italo-greci.
Si ipotizza che nel posto dell'attuale Serrone, sorgessero
degli eremi isolati posti nelle cavità naturali
(carattere frequente del monachesimo orientale), che
facevano capo ad un sottostante cenobio.
Al 1136 risale un importante documento che stabilisce
l'appartenenza del casale allo stato di Diano. Da
quella data Sant'Arsenio entra a far parte della dominazione
prima dei Guarna e poi dei Sanseverino, per la giurisdizione
civile e criminale, mentre per la giurisdizione religiosa
il casale viene affidato alle cure dell'abbazia della
SS. Trinità di Cava dei Tirreni ( a cui sarà
sottoposta fino al 1513 prima di entrare a far parte
della diocesi caputaquense e poi di quella teggianese).
Alla dominazione sanseverinesca succederà quella
di varie famiglie, tra cui i Villano, i Gomez da Silva,
i principi di Stigliano, fino ad arrivare all'acquisto
del casale da parte dei duchi Calà che lo terranno
per molto tempo trasmettendolo agli Schipani fino
all'eversione della feudalità.
Il XVII secolo rappresenta per Sant'Arsenio un periodo
molto buio e ciò è dovuto sia alla piaga
della peste e dei terremoti che allo scorazzare nel
luogo del brigante Tittariello che seminerà
il terrore nell'intero Vallo di Diano e dintorni provocando
le serie preoccupazioni del Vicerè. Il Settecento,
invece, segna una svolta positiva per il paese, come
stanno a testimoniare la costruzione di molti palazzi
nobiliari, di cappelle e della splendida collegiata,
ora non più esistente.
L'assetto urbano del paese mostra chiaramente le sequenze
di sviluppo storico individuate dal nucleo medioevale
del Serrone a cui si susseguono, partendo da Piazza
San Tommaso, le parallele vie che conducono alla piazza
della chiesa e che sono state edificate probabilmente
nel XVI secolo.
Su tali vie si affacciano numerose dimore nobiliari
e antiche case con artistici portali in pietra.