Il
paese, che anticamente faceva parte dello Stato di
Diano, è posto a quota elevata rispetto ai
paesi vicini.
Il primo documento che prova l'esistenza del casale
è la pergamena conservata presso l'archivio
Carrano di Teggiano dalla quale risulta che nel 1293
il conte Tommaso Sanseverino assegnava il suffeudo
della Policeta (l'antico paese) al milite Giovanni
Pellegrini, residente a Diano. Probabilmente il casale,
però, esisteva già nel secolo X insieme
alla sua chiesa e, al tempo della descrizione della
pergamena, il casale doveva essere già consolidato
da tempo. Tale ipotesi è avvalorata anche dal
fatto che San Rufo è posto sull'antica direttrice
romana che dal Vallo di Diano portava a Paestum. In
effetti, ai piedi del paese, sono state scoperte delle
testimonianze riferibili ad un pagus romano dipendente
da Tegianum (l'odierna Teggiano). Altri studiosi collocano
la fondazione del casale alla fine del XIII secolo,
in onore del vescovo di Capua Rufo, per opera di Gubello
Pellegrino.
A partire dal XIII secolo l'insediamento diviene casale
dello stato di Diano e suffeudo dei Pellegrino fino
al secolo XVII, passando prima alla famiglia Rinaldi
ed infine ai Laviano.
Nei secoli successivi, dopo l'eversione della feudalità,
il paese segue le sorti comuni agli altri paesi del
Vallo di Diano e alcuni dei suoi cittadini ingrossano
le fila dei briganti della zona nella lotta all'opera
distratta dei nuovi regnanti Savoia nel Meridione.
Nel Settecento il paese diventa noto per la produzione
di strumenti musicali. Di San Rufo è inoltre
il famoso studioso Paolo Eterni che ha descritto il
Vallo di Diano nel Seicento.