Polla
Le prime presenze nel territorio di Polla vanno ricercate negli abitatori di epoca preistorica della grotta posta all'ingresso del paese alle pendici della collina di S.Antonio. In epoca romana, il nucleo abitativo si concentra nell'attuale territorio di San Pietro di Polla. Qui, infatti, viene fondata una cittadina con un foro e molti edifici pubblici. la città viene dotata di alcuni templi (di cui sono state rinvenute alcune testimonianze), di un ponte sul fiume Tanagro e de altri monumenti, tra cui il Mausoleo di Caio Uziano Rufo, un monumento sepolcrale fatto erigere dalla moglie del defunto, Insteia Polla, sacerdotessa di Giulia Augusta.
Questo sepolcro ha avuto molta importanza per il paese perchè dalla sua errata interpretazione come tempio di Apollo ne sono scaturiti sia il nome sia il simbolo dell'attuale cittadina.
Nel periodo bizantino si va sempre più consolidando un nuovo nucleo abitativo, posto in posizione più sicura dell'antico foro. Tale insediamento prenderà poi il nome di "Castrum Pollae".
Intorno al X secolo, quindi, la nuova cittadina è ben fortificata con torri e fortalizi ed al suo interno già esistono alcune chiese fondate dai monaci italo-greci: S.Maria e S.Nicola dei Greci.
Nel 1086 Asclettino, signore di Polla e Sicignano, dona alla badia di Cava dei Tirreni il monastero di S.Pietro e la chiesa di Santa Caterina, posta nel Castrum Pollae. Comincia così a nascere il nuovo nucleo di S.Pietro. Nel Medioevo si assiste allo sviluppo abitativo sia del Castro, che si fregia di nuove chiese e palazzi (viene fondata S.Nicola dei Latini in antitesi all'omonimia di rito greco), che del monastero benedettino e dell'abitato circostante. Si susseguono così alcune famiglie importanti alla guida di Polla: i De Polla, i Fasanella e i Sanseverino. Ma è con il secolo XVI che Polla comincia ad avere un ruolo preminente nel Vallo di Diano, con i nuovi signori: i Villano. Inizia così il secolo d'oro per Polla, che ospita importanti presenze di ordini religiosi, come i Frati minori di San Francesco che nel 1541 prendono possesso del colle a sud ovest del paese, le Clarisse in Santa Croce (sul posto dell'attuale palazzo comunale), i Domenicani (attuale San Rocco e adiacente Palazzo Palmieri) e i frati Cappuccini su un colle retrostante la cittadina.
Anche il XVII secolo è un periodo fecondo per Polla, come testimonia la ricostruzione della chiesa matrice di San Nicola dei Latini a seguito di un incendio e l'erezione di numerosi palazzi tra cui anche il nucleo consistente del palazzo baronale.
Nel 1689 con l'estinzione della famiglia Villano, il feudo viene acquistato dai Capecelatro, duchi di Siano. Il secolo XVIII vede una certa fioritura artistica del paese testimoniata non solo dalle ristrutturazioni in chiave barocca di tante chiese, ma anche dalla presenza di due valenti pittori: Nicola Peccheneda ed Anselmo Palmieri. Il secolo successivo si alterna tra momenti felici ed altri cruenti, legati sia ai moti del 1799, che alle tristi vicende del terremoto del 1857, che distrusse buona parte del paese.
Le soppressioni napoleoniche del 1806 costituiscono un duro colpo per Polla perchè cancellano, in modo definitivo, la vita di alcuni ordini religiosi che avevano dato molto al paese in tema di fede ed arte.





 
 


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