L'abitato
di Pertosa è sorto, con molta probabilità,
nel secolo XII. Il nome del paese deriva, probabilmente,
dal toponimo "pertusium", che significa
stretta apertura, questo in quanto nelle descrizioni
del paese si faceva riferimento al piccolo ingresso
delle Grotte dell'Angelo, situate nei pressi dell'abitato.
Studi recenti fanno risalire l'origine delle grotte
a trentacinque milioni di anni or sono, grotte che
devono la loro importanza non solo alle ampie e artistiche
concrezioni naturali ma anche all'attestata presenza
nell'antro di uomini primitivi.
Le grotte hanno costituito, nel tempo, un riferimento
stabile per il paese di Pertosa, come testimoniano
i frequenti culti pagani delle popolazioni greche
e, successivamente, romane.
Questi culti si sono poi tramutati. con l'avvento
della religione cristiana, in devozione dell'Arcangelo
Michele, al quale è dedicato l'altare all'ingresso
delle cavità naturali.
Tale culto fu portato nella zona dai bizantini e proseguì
con la dominazione longobarda.
Nell'XI secolo Pertosa è descritta come un
casale di Caggiano (l'altro era Salvitelle), e tale
riferimento è testimoniato dalla donazione
del casale alla badia di Cava da parte di Alberto
da Caggiano, di ritorno dalle Crociate al seguito
di Roberto il Guiscardo.
Nel 1348 a causa di una violenta epidemia di peste,
il paese si spopola in maniera consistente.
La storia successiva del casale segue le vicende dell'abbazia
di Cava per la giurisdizione religiosa e di Caggiano
per quella civile.
Nel 1694 Auletta e Pertosa si rendono così
autonome dal feudo do Caggiano. Pertosa diverrà
comune però solo nel corso del XIX secolo.
Nel periodo della seconda guerra mondiale, la grotta
ha dato ospitalità alle gente del paese che
cercava scampo dalle incursioni aeree, come sicuro
ed ampio rifugio.
Le grotte sono molto caratteristiche e si snodano
per 2500 m attraverso gallerie, immense caverne ed
innumerevoli stalattitti e stalagmiti che spesso traducono
la loro immagine in figure ben note o si lasciano
liberamente interpretare.