Il
paese, che occupa territorialmente il limite sud orientale
del Vallo di Diano, è posto ad una altitudine
che risulta tra le maggiori dei paesi circostanti.
Il nucleo abitato più antico risale con molta
probabilità a poco prima dell'anno Mille, ed
è probabilmente sorto intorno ad un primitivo
cenobio italo-greco.
A valle del nucleo abitato di Montesano, in località
Marcellino, è ipotizzabile la presenza dell'antica
città romana di Cesariana, descritta nell'itinerario
Antoniniano.
Le prima tracce del centro abitato di Montesano, però,
vanno ricercate in due chiese molto importanti: Santa
Sofia (dove sorge ora la Chiesa di Sant'Anna) e Santa
Maria Nuova, che nel loro impianto testimoniano una
tradizione architettonica riferita ai modelli dell'architettura
italo-greca. Il casale, comunque, nel corso dei secoli,
segue prima le sorti della badia di Santa Maria di
Cadossa, e poi quelle dei Benedettini della badia
SS. Trinità di Cava dei Tirreni.
Nel 1636 il feudo passa alla Certosa di Padula, essendo
la badia di Cadossa già di proprietà
certosina. Le vicende del 1799 fanno registrare a
Montesano episodi di cruda violenza, in nome della
dura lotta tra rivoluzionari e sanfedisti, come testimonia
un celebre episodio di omicidio-cannibalismo ai danni
di un membro dell'autorevole famiglia Cestari.
Il secolo XVIII per Montesano è, comunque,
un peiodo di fioritura artistica e civile, testimoniato
dalla presenza di numerose chiese e palazzi. In questo
frangente di storia, tra le nobili famiglie montesanesi,
si distinguono gli Abbatemarco, i Cestari e i Gerbasio.
Il nucleo abitato del paese fa riferimento al primo
insediamento esistente sulla sommità del pronunciato
rilievo dove, probabilmente, sorgeva un antico maniero
per poi degradare verso S.Barbara e S.Andrea, poco
più a valle. Nel corso del XVII secolo, prende
avvio una nuova urbanizzazione verso valle.