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Stio
Cilento
Abitanti: 1.079 circa
Comunità Montana: Calore Salernitano
Altitudine: mt 675 s.l.m. |
L'
ipotesi più accreditata fa risalire il nome Stio al latino
"ostium" ossia "porta" per indicare che
da qui si accedeva allo stato di Magliano. Questo paesino si
trova in effetti all'inizio del territorio che delimita la Comunità
Montana del Calore Salernitano e le sue origini risalgono al
secolo VIII d.C. anche se già in epoca preistorica ci
sono tracce di pastori in quell'area.
Intorno all'anno Mille Stio faceva parte, con Gorga, della Contea
di Magliano e l'arrivo dei monaci basiliani favorì la
nascita di numerose colonie agricole intorno alla Cappella di
S.Maria della Croce.
Importantissima l'istituzione della Fiera della Croce nata intorno
al 1400 che aveva vasta risonanza in tutta l'area del Mediterraneo
arrivando sino alle coste del Libano richiamando i grandi mercanti
della seta e ancora oggi, il primo giorno di settembre, si commemora
questa grande tradizione anche se, chiaramente, la manifestazione
ha oggi un significato prettamente rievocativo.
La posizione di questo paesino, incastonato in un ambiente ricco
di boschi, favorisce attività di trekking e birdwatching,
i sentieri che si snodano intorno all'abitato consentono di
vivere momenti di emozione soprattutto quando ci si trova al
cospetto di reperti che parlano della cultura, degli usi e costumi
di questa gente: è il caso, ad esempio, della Valle dei
Mulini dove si può intuire il secolare rapporto tra questi
popoli e la terra con i suoi prodotti, i suoi riti, le sue fatiche...
A Stio Cilento si tiene, tra l'altro, una importantissima Sagra
dei Piatti Poveri che parla di quanto siano stati importanti,
per l'economia del posto, l'agricoltura e la pastorizia che
hanno dato origine alle tradizioni dell'enogastronomia locale.
In questa sagra si possono gustare piatti poveri ma speciali,
nell'accezione più ampia del termine: i famosi "Cicci
maretati" una minestra di vari tipi di legumi come fagioli,
ceci, cicerchie, lenticchie, mais, farro etc., "foglie
e patane" che vede l'utilizzo di verdure selvatiche (soprattutto
borragine e cardi) fatti lessare con le patate e quindi soffritti
nell'olio di oliva con l'aggiunta (perchè no) di quel
peperoncino piccante tanto diffuso in questa zona, "grano
a lu furnu" e tanti altri piatti della tradizione contadina
che conservano qui lo stesso sapore che avevano tanti anni fa.
Per finire a Stio Cilento abbiamo una bottega artigiana che
costruisce ancora, secondo i dettami della tradizione, la "chitarra
battente" che è uno strumento tipico della musica
popolare cilentana, è possibile visitare questa bottega
dei Maestri Liutai Campitiello sempre gentili e disponibili
a dare tutte le informazioni relative a questo strumento.
Galleria
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