Roccagloriosa

Abitanti: 1.725 circa
Comunità Montana: Lambro e Mingardo
Altitudine: mt 395 s.l.m.
Roccagloriosa fu un importante centro lucano (V – IV sec. a.C.); i suoi territori situati al centro di un’area geograficamente ben definita, che include la valle del Mingardo e la valle del Bussento, antiche vie di penetrazione dalla costa tirrenica (Palinuro e Policastro) verso la Lucania interna, comprendevano quattro nuclei abitati: “Rocchittae”, “Aquavenae”, “Cellarum”, “Terra Roccae Gloriosae”.
Rocchitta è la più antica: fu costruita dai profughi di un insediamento lucano del IV secolo a.C. di notevole interesse, rinvenuto sulla dorsale del monte Capitanali. Su uno sperone naturale, a picco sulla vallata del Mingardo, un paese cresciuto intorno al castello, alla Chiesa Madre di San Giovanni, fuso dall’ultima espansione edilizia (di cui il monastero di San Mercurio è stato l’elemento di attrazione), al nucleo di Rocchitta, abbarbicato alla rupe Armo, così si presenta. I tagli trasversali delle ripide salite, le anguste aperture sul paesaggio delle scale e degli orti chiusi fra le case, sono uno dei caratteri più frequenti e originali dell’abitato collinare di Roccagloriosa.
La collocazione caratteristica degli elementi di aggregazione dello spazio medievale, la chiesa, il castello, i palazzi: emergenti per dimensioni, per funzione, per collocazione, scandiscono il tessuto edilizio compatto e marcano i paesaggi più importanti dell’orografia del sito. L’uso del suolo, le tecniche costruttive, l’impiego dei materiali, gli elementi decorativi, sono la conferma di una tradizione che non ha perduto efficacia nel tempo.
Del paese “moderno” si hanno notizie certe a partire dal XIII secolo, quando venne nominato castellano di Roccagloriosa Ruggiero D’Apolla. Il feudo fu posseduto anche dai Sanseverino, rientrando poi nel Demanio regio finché re Alfonso II nel 1501 non lo vendette a Giovan Battista Carafa, conte di Policastro. Nel 1552 la città fu distrutta dai Saraceni, guidati da Rais Dragut: lo sterminio della popolazione e le deportazioni furono di tale portata che il paese venne esentato per tre anni dal pagamento delle tasse. Nel 1579 Roccagloriosa fu acquistata da Pompeo Capace e da questi poi venduta a Matteo D’Afflitto, i cui discendenti vi rimasero fino al 1732. Nel 1806 Roccagloriosa subì un altro rovinoso saccheggio, questa volta ad opera delle truppe napoleoniche, al comando del generale Messena.


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