Pollica

Abitanti: 1.725 circa
Comunità Montana: Alento Montestella
Altitudine: mt 395 s.l.m.
La prima citazione di Pollica risale ad un documento del 1113 che attesta la cessione di alcune proprietà del casale da parte di Torgisio II° Sanseverino alla Badia di Cava. Sul finire del XIII° secolo, il villaggio risulta in possesso dei d’Alemagna che lo vendettero ai Capano, originari di Rocca Cilento. I Capano, col titolo di Principi, tennero Pollica fino all’estinzione del casato (1795), quando il feudo fu ereditato dai De Liguoro, che lo possedettero fino all’eversione della feudalità (1806).
Castello dei Principi Capano : ereditato nel 1290 da Guido d’Albert, giunto in Italia al seguito di Carlo I° d’Angiò, fu successivamente acquistato dalla famiglia Capano. L’attuale sistemazione architettonica è frutto del restauro effettuato nel 1610, per volere di Vincenzo Capano, XV° principe di Pollica. Particolarmente pittoresca è la possente torre a pianta quadrata, che si erge su tre piani, ciascuna con una monofora, e che domina il piccolo centro abitato. Suggestivi gli ambienti di servizio del castello ( “ugliaro”, frantoio, posti di guardia, stalle), pressoché intatti nella loro semplicità. Nel Castello Capano, secondo una tradizione orale, soggiornò varie volte S. Alfonso De’ Liguoro che raccolse, proprio a Pollica, una serie di notizie per degli appunti sulle abitudini pagane del Cilento. Una camera del castello è conosciuta a Pollica come “la stanza di S. Alfonso”. Dal 1997 è stato acquistato dal Comune di Pollica.
Convento di S. Maria delle Grazie: I lavori di edificazione del convento francescano ebbero inizio nel 1611 e terminarono nel 1625. Attualmente, dopo numerose vicende che ne decretarono varie volte la chiusura e la successiva riapertura, opera ininterrottamente dal 1931, anno in cui venne restaurato, abbellito e riattivato da P. Vincenzo Riccio da Siano.
La chiesa, ad una sola navata, ornata di stucchi, ospita quattro altari, su ciascuna parete laterale; tre di essi sono sormontati dallo stemma della famiglia Capano.
Di particolare rilievo le tele degli altari ai lati dell’ingresso, in cui è stato individuato il tratto di N. Malinconico (1673-1721) , seguace di Luca Giordano. Il soffitto ligneo a cassettoni, opera di Giuseppe Marrocco da Celso, ospita al centro una tela di M. Cilento raffigurante l’Assunta. Degni di nota inoltre il coro ligneo del XVIII° secolo, opera di artisti francescani, l’organo del 1741, la sagrestia, anch’essa con soffitto ligneo, un grande stipo del 1772 ed un lavabo a conchiglia in pietra scolpita.
Chiesa di S. Pietro: è la chiesa più antica di Pollica, costruita nel 1524, un tempo oratorio pubblico di patronato della famiglia Pepe. La chiesetta, attualmente sconsacrata, è molto pittoresca pur nella sua semplicità architettonica. Si possono ammirare lo stemma della famiglia sul portone d’ingresso ed all’interno, a navata centrale, un bell’altare in marmi policromi ed un’acquasantiera in pietra.


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