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Pioppi
Comunità Montana: Alento Montestella |
Pioppi
fu abitato un tempo dagli Enotri, i quali provenivano dall’Oriente
ed importarono la coltura della vite, insegnando alle popolazioni
autoctone la produzione del vino.
Questa località era da considerarsi nel territorio velino,
che aveva come suo centro Elea-Velia; difatti Strabone narra
che il territorio velino comprendeva la fascia costiera dall’isola
di Licosa fino al promontorio di Palinuro, mentre all’interno,
per difendersi dai Lucani, i Velini avevano retto delle fortificazioni.
Lungo la costa vi erano profonde insenature che permettevano
l’ancoraggio delle navi; uno degli approdi naturali era
quello di Pioppi che, nel medioevo, venne detto del Fico e di
S. Maria dei Pioppi. Il fiume Mortelle, che scorre in prossimità
di Pioppi, convogliava numerosi affluenti che venivano giù dalle colline circostanti creando alla foce un ampio arenile,
dove in epoca medievale era ricco di pioppi.
Si ritiene che fin dall’epoca dell’insediamento
velino (540-535 a.C.) si dovette sviluppare, sui declivi adiacenti
l’odierna Pioppi, un villaggio di pescatori e artigiani.
Un brano di un autore classico, Appiano, narra di una brutta
avventura accorsa ad Ottaviano, il quale nella primavera del
36 a.C., partito da Pozzuoli alla volta della Sicilia, fu sorpreso
da una tempesta e fece a tempo a rifugiarsi in prossimità
dell’odierna Pioppi, salvando in parte la flotta.
Da tale brano emergono gli elementi essenziali che illustrano
come poteva essere organizzato il porto del Fico in epoca greco – romana. Il porto del Fico rientrava in quel sistema
commerciale, creato dai Velini, che permetteva loro la costruzione,
la vendita e il noleggio di navi da trasporto.
I navicularii (= armatori) di Elea-Velia furono attivi fino
al VI sec. d.C. quando ancora erano in grado di trasportare
grano per conto dell’imperatore fino alla Gallia.
A causa della guerra gotico-bizantina (535-553) e al successivo
declino di Elea-Velia (fine VI sec. d.C.) si determinò
il temporaneo abbandono del porto del Fico; intorno al VII sec.
d.C. ci fu una ripresa grazie ai monaci greci, provenienti dall’Oriente,
i quali, protetti dai duchi longobardi, dissodavano la terra,
ricercavano fonti di acqua, accoglievano i profughi, dando loro
la possibilità di coltivare le terre che i duchi longobardi
concedevano e infine iniziarono anche un piccolo commercio servendosi
dei vecchi approdi. Questi monaci veneravano un santo orientale
e la Madonna sotto il titolo di Odighitria, cioè “colei
che guida il cammino”; il nuovo contesto economico-sociale
che si era venuto a creare subì una battuta d’arresto
a causa del verificarsi dell’insediamento dei Saraceni
a Licosa e ad Agropoli.(metà IX sec. d.C.). Furono quelli
anni terribili per le popolazioni locali perché costoro
saccheggiarono quasi tutti i villaggi costieri tra il Solofrone
e l’Alento per rifornirsi periodicamente di vettovaglie:
i sopravvissuti cercarono rifugio nelle zone interne cilentane.
Pioppi è oggi una ridente località che offre occasioni
di relax e completa possibilità di godere di una vacanza
rigeneratrice per la tranquillità che caratterizza questo
abitato anche in periodi di forte afflusso turistico. Ospita
un suggestivo Museo del Mare all'interno dello storico Palazzo
Vinciprova prospiciente la spiaggia.
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