Centola - Palinuro

Abitanti: 4.827 circa
Comunità Montana: Lambro e Mingardo
Altitudine: mt 336 s.l.m.
Nelle ricerche di alcuni decenni fa (a. 1940) sulle dune fossili e sulle grotte di Palinuro, il Blanc aveva osservato al di sotto della formazione dunale quaternaria, nelle colline dei dintorni di Palinuro, un complesso arenaceo-conglomeratico. Nelle grotte Cala delle Ossa, Visco e Ciavole, il Blanc distinse due orizzonti di industrie musteriane: il più antico (Cala delle Ossa) formato di strumenti di quarzite e di diaspro di tipo levalloiso-musteriano, ed uno più recente (grotta delle Ciavole) con manufatti di dimensioni più piccole e una frequenza di oggetti puntiniani nelle ricerche del 1953.
Nella grotta Taddeo certamente consumarono pasti cacciatori neanderthaliani.Gli scavi archeologici del 1939, eseguiti dallo studioso P. C. Sestieri su tutta l'altura di S. Paolo che sovrasta l'abitato, misero a luce mura di fortificazioni e, nella sabbia delle dune, tombe a fossa senza traccia di copertura con orientamento dei depositi est-ovest e perciò forse non rituali. Ma vi si rinvennero pure sepolture a pozzo (disposizione circolare dei corredi) e uno a cassa (tegoloni). Più numerose le prime e ricche di vasi (in media 30 in ogni tomba) indigeni, ionici e attici insieme a oggetti di ferro e di bronzo. Ceramica che presenta netti caratteri d'identità con quelli della Peucezia, con quella di Sala Consilina e Atena Lucana, per cui sarebbe da riconsiderare la teoria sulla venuta di enotri e peucezi dall'Arcadia e da ammettere che proprio da Palinuro partisse una delle carovaniere per la Valle di Diano. Carovane che trasportavano ceramica locale e ceramica ionica che alla vicina Pixous (Bussento, Policastro) giungeva per la via istmica da Siris e la ceramica ionica e attica a mezzo dei mercanti focei.
Ma Palinuro, frazione del Comune di Centola, è famosa non tanto per le importanti notizie storiche quanto per essere una delle perle del litorale cilentano.
Appena giunti a Palinuro si viene colpiti dalla straordinaria bellezza del paesaggio: rocce rossastre, fiammeggianti al tramonto, mare di un blu intenso, spiagge sconfinate sulle quali si staglia il profilo del promontorio che si estende verso il largo con alla sua sommità un affascinante faro, grotte meravigliose che il mare ed il vento hanno modellato con maestria.
Proprio le grotte rappresentano una delle maggiori attrattive di questa località che vanta una vocazione turistica di antica memoria e che ha rappresentato a lungo, e ancora rappresenta, la stupefacente armonia di un paesaggio incontaminato e prodigo di sensazioni.
La Grotta Azzurra è l'esempio classico di spettacolo mozzafiato con i i suoi riflessi che spaziano dal turchese al blu intenso e che attirano, da sempre, la curiosità e lo stupore dei turisti che la visitano, non meno importanti e suggestive la Grotta delle Ossa (così detta per la presenza di ossa animali e, probabilmente, umane incastonate tra le rocce, la Grotta dei Monaci che presenta al suo interno delle stalagmiti che ricordano, appunto, monaci in preghiera, Cala Fetente che deve il suo nome alla presenza di sorgenti solforose con il classico pungente odore, Cala del Buon Dormire oasi di pace con rocce a strapiombo che ne tutelano la tranquillità e, infine, l'Arco Naturale, una formazione rocciosa ad arco che si apre su una spiaggetta riservata a chi vuole rilassarsi e godere della pace del posto.


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