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Moio
della Civitella
Abitanti: 1.800 circa
Comunità Montana: Gelbison Cervati
Altitudine: mt 515 s.l.m. |
Moio
deriva il proprio nome da moggius ( = moggio) e dal
Monte Civitella; invece il toponimo della frazione Pellare
scaturisce dal termine latino pellis, attinente alla
lavorazione della pelle, che era la maggiore attività
economica dell’area e la cui origine sarebbe legata
all’insediamento del ‘400 di alcune famiglie
di maestranze di origine ebraica. Difatti il nome Pellare
derivò da quello antico del torrente, affluente
del Badolato, che scorre a valle dell’abitato
dove veniva effettuata la concia delle pelli e che nel
1186 costituiva il confine tra i beni della Badia di
S. Maria di Grasso e quelli di S. Maria di Pattano.
Con declino delle badie greche (XVI secolo) la concia
delle pelli venne quasi completamente assorbita da Vallo,
mentre a Pellare vennero impiantati numerosi vigneti,
la cui coltura divenne ben presto la principale risorsa
economica nel XIX secolo.
Di Moio come centro abitato si ha una prima notizia
documentata nel 1052 quando apparteneva alla Baronia
di Novi; lo sviluppo urbano e demografico, in crescendo
fino alla metà del XVII secolo, si spiega anche
con la sua funzione di luogo di passaggio per raggiungere
Gioi e le sue fiere, nonché per l’intensa
e razionale coltivazione delle ubertose colline ove
fin dall’epoca greco-lucana si coltivava la vite.
Pellare mostra gli stessi caratteri del capoluogo, ma
la differenziazione viene mantenuta dal radicato campanilismo
che si esprime in particolare nella tendenza a cercare
di rivaleggiare con Moio un po’ in tutto, specie
nella magnificenza della festa patronale. Ciò
porta però anche la tendenza ad incentivare le
attività e a migliorare le condizioni di vita.
Adagiati sulle pendici della Civitella, i due centri
abitati sono lambiti dai lussureggianti boschi di castagno
che rappresentano il motivo dominante dell’ambiente
naturale nel quale quello antropico è perfettamente
integrato.
Uno dei siti archeologici più suggestivi del
Cilento interno è, certamente, quello ubicato
sulla Civitella, protetto dal fresco ombroso di un fitto
e rigoglioso castagneto.
La posizione dominante, la presenza dei corsi d'acqua
e delle sorgenti, le terrazze pianeggianti hanno favorito
l'impianto di un insediamento articolato e complesso
che, certamente, dal controllo delle direttrici di traffico,
ha ricavato ricchezza e potenza.
La società moderna sembra aver spazzato via la
cultura contadina dei nostri nonni e dei nostri padri:
solo i ricordi del poeta per rivedere “’na
chiazza grossa co lo campanaro, ‘na chiesa, ‘na
funtana,’ na puteia,’ na casa co lo focolaro” o per rivivere momenti di vita quotidiana (for’e
‘llogge, asseccavano piatte ‘e cunzerva
e fiche ‘int’e spaselle) o per immaginarsi "e vigne chiene ‘e cecale e arille cantatore".
Per ricordare, però, la nostra cultura, le nostre
storie, le nostre tradizioni, è sorto il Museo
della Civiltà Contadina del Cilento, con sede
a Pellare, struttura partita come iniziativa didattica
delle Scuole elementari di Moio e Pellare e realizzata
con il patrocinio e concorso finanziario del Comune
di Moio della Civitella. Hanno collaborato docenti e
alunni, effettuando in orario scolastico, delle ricerche
in tutta l’area del Comune e del territorio cilentano;
si è sottratto alla distruzione oggetti rarissimi,
veri e propri cimeli del passato, d’immenso valore
per la locale cultura contadina. Il Museo costituisce
una rassegna ampia, pressoché completa ed anche
spettacolare di quanto attiene all’attività
e alla cultura del mondo rurale; esso si articola in
numerose sezioni, delle quali le più ricche e
interessanti sono: Sezione domestica – Sezione
tessile – Sezione olivicola – Sezione cerealicola
– Sezione vinicola – Sezione storico-religiosa.
Galleria
fotografica |
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