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Laurito
Abitanti: 941 circa
Comunità Montana: Lambro e Mingardo
Altitudine: mt 475 s.l.m. |
In
bella posizione sulla valle del Mingardo, Laurito esercita un
fascino particolare per chi vi si reca, non solo per la sua
bellezza e per l’interessantissima struttura urbana, ma
anche per l’eco di mille leggende che soprattutto nei
giovani trovano una suggestione che li avvicina alle memorie
storiche tra le più antiche di questo Cilento montano.
Esse affondano le radici all’epoca delle migrazioni dei
monaci italo-greci i quali, si narra, risalirono il corso del
Mingardo e qui trovarono rifugio per rifondare la loro vita
sociale e religiosa. Lo stesso toponimo del paese risuona magico
se si pensa che vuol dire “bosco di lauro”.
Il centro abitato si sviluppa in gran parte lungo un tratto
della S.S. 18, che costituisce anche la via principale, sulla
quale si affacciano i maggiori edifici e la Chiesa Parrocchiale;
da essa si diramano vicoli e viuzze a spina di pesce che conservano
l’aspetto antico, dai nomi che rievocano gli ancoreti
greci o toponomastica di origine greca .
Laurito compare come sospeso a mezz’aria, tra le balze
rocciose del monte Fulgenti, laddove l’asse viario comincia
la discesa verso il bacino del fiume Mingardo, ed è un
delizioso e pittoresco paesino. Qui, tra i rigogliosi boschi
di castagni e le ampie distese di ulivi secolari, sin dall’antichità,
molto diffuse erano anche le piante d’alloro, tanto da
aver influenzato la toponomastica dell’abitato che da
questo tipo di vegetazione ha, appunto, preso il nome di Laurito
(difatti il toponimo deriva dal latino lauretum, laureto; ,Lauretum
era un boschetto di lauti sull’Aventino). Il borgo originario,
abitato già nel X secolo da una comunità di monaci
basiliani, era situato proprio sul Fulgenti ma, distrutto dai
Saraceni, fu poi ricostruito nell’attuale posizione che
ancora rivela l’antica separazione voluta dai Monforte,
con la costruzione di un arco rimasto in piedi fino all’inizio
del ‘700, tra il borgo inferiore di San Filippo di culto
greco e quello superiore Lammardo di culto latino.
Tracce del passato si intravedono un po’ ovunque, sia
che si passeggi lungo il corso Umberto, sia preferendo i caratteristici
violetti che s’intrecciano per tutto il centro storico;
sono soprattutto gli elementi greci, nel lessico come nella
toponomastica, che confermano l’origine greco-bizantina
del luogo.
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