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Felitto
Abitanti: 1.390 circa
Comunità Montana: Calore Salernitano
Altitudine: mt 275 s.l.m. |
Il
nome di Felitto lo si ritrova par la prima volta nel 1191, in
una bolla di Papa Celestino III. Nel 1269 Carlo d'Angiò
istituì la Baronia di Cuccaro e Felitto concedendola
a Guglielmo di S.Lupo. Inizialmente il paese era composto da
tre villaggi: Barbagiano, Casale e Pazzano. Ma dopo la peste
del 1656, che ne decimò la popolazione, i superstiti
si trasferirono in una posizione migliore. Durante il periodo
feudale Felitto è stato soggetto al dominio di famiglie
quali i Donnorso, i Sannazzaro, i Maramaldo, i Sanseverino e
i Carafa, che furono titolari del feudo fino al 1806.
Il paese ebbe un ruolo importante nelle vicende del Risorgimento
cilentano.
La posizione arroccata di Felitto è all'origine del suo
nome (dal greco "phiulatto","custodire, vigilare")
che tuttavia potrebbe anche derivare dal latino "filix",
"felce", di cui abbonda il sottobosco che circonda
il paese. Ricca e di notevole qualità la produzione di
olive da olio, uve da vino e frutta. Diverse le aziende agricole
con frantoi e patrimonio zootecnico e notevoli le produzioni
artigianali come la lavorazione dei vimini e dei ferri per i
fusilli. Il paese è compreso nel territorio di produzione
delle qualità DOC del vino di Castel S.Lorenzo, ma la
sua fama è legata soprattutto alla tradizione del fusillo
IGP, protagonista di uno degli appuntamenti gastronomici più conosciuti di tutto il Cilento: la Sagra del fusillo di Felitto.
Lungo il ponte sulla statale che conduce al paese è da
vedere il caratteristico ponte medioevale in pietra che sormonta
il fiume Calore. Il pittoresco centro storico ha l'aspetto di
una fortezza, in piazza De Augustinis era collocata la pietra
"chiatta" (piatta) sulla quale era costretto a sedere
col sedere nudo chi non pagava i debiti. Del castello feudale
restano il Maschio, imponente torrione di 25 metri, i ruderi
di altre torri e alcuni curiosi sistemi di difesa e di tortura.
Molte case sono scavate nella roccia, fra nascondigli e antichi
portali in pietra. Fra queste un'antichissima dimora in stile
arabo.
La bella chiesa di S.Maria dell'Assunta (XIII secolo) dall'insolita
architettura romanica, fu trasferita qui nel 1546. In posizione
panoramica presenta un magnifico ingresso ad arcate e un maestoso
campanile di 40 metri. Da segnalare anche il santuario della
Madonna di Costantinopoli, sul quale viene tramandata una curiosa
leggenda legata al suo ritrovamento grazie ai sogni premonitori
di due pastori, e la cappella della Madonna del Rosario nel
centro cittadino. Interessante è anche la raccolta di
reperti del Museo della Civiltà Contadina.
Il corso delle trasparenti acque del fiume Calore che si incunea
in uno dei paesaggi più spettacolari del Cilento: Felitto
si presenta così, dall'alto del suo sperone roccioso,
naturale baluardo arroccato sulla rupe di S.Nicola tra strapiombi
impressionanti e fittissimi boschi, singolare vedetta che domina
le gole del Calore.
Queste sono percorribili grazie ad un sentiero che consente
diverse possibilità: giungere al ponte medioevale di
Magliano Nuovo, salire alla cappella rupestre di S.Lucia sopra
Magliano Vetere o andare e tornare dall'Oasi Faunistica di Remolino
costeggiando ora l'una ora l'altra sponda.
Nei punti più stretti delle gole, la corrente forma dei
vortici tra le pietre chiamati "marmitte".
La flora offre una grande varietà di felci (370 specie
diverse) e numerose zone verdi, fra cui i 1500 ettari di boschi.
Tra la fauna, cinghiali, faine, tassi e numerose specia di volatili
fra cui il falco pellegrino, il gheppio, l'astore e la poiana
ma è doveroso ricordare che tra queste acque limpide
vive la regina dei fiumi: la lontra.
(I testi sono tratti da:
www.ecoturismocmcalore.it. Si ringraziano gli autori)
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