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Agropoli
Abitanti: 19.800 circa
Comunità Montana: Calore Salernitano
Altitudine: mt 24 s.l.m. |
Da
Paestum, la strada, la vecchia statale 18, corre sinuosa
nell'ultimo tratto della piana del Sele, sfiorando appena
le spiagge, oltre la torre di San Marco, fino ad incontrare
la più lenta SS 267 e la stazione di Ogliastro
Cilento. Ed ecco, aggrappata con una mano al suo promontorio
e allungata con l'altra a toccare il mare, la cittadina
di Agropoli. A tutti gli effetti è il centro
urbano più esteso e sviluppato del Cilento ma
è soprattutto la porta di accesso a quella che
si dice costiera cilentana, sorella minore, per lustro
e storia turistica, della dirimpettaia e celeberrima
costiera amalfitana. Eppure anche Agropoli, nell'intimo
del suo borgo antico scolpito quasi nella roccia, preserva
tesori e bellezze da scoprire, forse meno eclatanti,
ma non meno affascinanti.
Si concentrano tutti, o quasi, nel perimetro della città alta o akropolis (in greco-bizantino) da cui deriva
l'odierno toponimo.
A cominciare dalla seicentesca chiesa di Santa Maria
di Costantinopoli e dal castello feudale, fino alla
porta merlata che la dividono dalla parte bassa, o moderna,
nata ai piedi di una lunga scalinata. Le fonti storiche
narrano di primi insediamenti sul promontorio già
nell'età del Bronzo e del Ferro e di un tempio
greco eretto nel VI secolo a.C.
In epoca romana, poi, nacque il minuscolo abitato marittimo
di Ercula, che fiorì tra il I secolo a.C. e il
V d.C., fino a quando i Bizantini, nel VI secolo, fortificarono
la vecchia città alta ribattezzandola, come si
detto, Akropolis.
Di lì a poco si insediarono i Saraceni (882 -
915 d.C.) ed infine i Normanni, che ne fecero un feudo
del vescovo di Capaccio (1028) fino al XV secolo.
DA allora le sorti del borgo mutarono continuamente:
fu devastato dal corsaro Barbarossa, venduto a Giovanni
d'Ayerbo d'Aragona e di nuovo vittima delle incursioni
turche alla metà del XVII secolo. Nel 1660, trovò
finalmente un pò di stabilità sotto la
famiglia dei Sanfelice, fino alla definitiva scomparsa
del feudalesimo.
Documenti dell'epoca raccontano di un abitato diviso,
nel 1686, in quattro quartieri o aree: Pietra del Pesce
e Pietra del Sale nel vecchio centro, Pié d'Agropoli
e Casale Nuovo nella zona pianeggiante.
Oggi il centro si raccoglie lungo la direttrice di corso
Garibaldi, la via dei negozi e dello struscio e sfocia
davanti alla rampa che conduce al centro storico animato
alla sera da locali tipici con la pizza al cestino e
mille altre leccornie e al castello da cui davvero si
ha l'impressione di dominare il lungomare, il porto
e parte della costa.
Galleria
fotografica |
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